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Il pavese appartiene alla
categoria dei dialetti gallo-italici, un ramo dei dialetti
settentrionali cui appartengono anche le altre varietà del lombardo, i
dialetti piemontesi, liguri, emiliani , romagnoli.
La denominazione
“gallo-italico”, che si attaglia al dialetto pavese, gli deriva dal
fatto che esso deriva dal latino, ma nella sua formazione ha giocato un
ruolo decisivo il sostrato celtico (ricordiamo che i Celti hanno
popolato l’Italia settentrionale fino alla loro definitiva sconfitta ad
opera dei Romani nel 198 a.C.), laddove per “sostrato” si intende
l’influsso lessicale e fonetico della lingua delle popolazioni
conquistate su quella dei conquistatori.
Il
pavese è, fra l’altro, uno dei primi volgari settentrionali di cui si
abbia attestazione: già a partire dal XIII sec., ancor prima
dell’affermazione del Toscano, sono stati composti in pavese atti
notarili, laude religiose e testi di vario tipo.
Le
caratteristiche peculiari del pavese (alcune delle quali comuni ad altri
dialetti gallo-italici, altre esclusivamente sue) sono le seguenti:
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scempiamento delle consonanti doppie intervocaliche:
bèla ‘bella’, matìna ‘mattina’, stacà ‘staccare’,
marón 'marrone';
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caduta delle vocali finali diverse da -a:
cansón ‘canzone’, màt ‘matto’, cän ‘cane’;
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sonorizzazione delle occlusive sorde intervocaliche: giügà
‘giocare’, röda ‘ruota’, fradé, 'fratello';
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chiusura di -o- pretonica in -u-: prufesùr
‘professore’, cumpàs ‘compasso’, cumplès ‘complesso’;
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evoluzione in -u- di o lunga tonica latina: ùr ‘ora’ <
lat. ORAM, laùr ‘lavoro’ < lat. LABOREM;
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vocali toniche “turbate” ö, ü da o, u brevi latine: röda
‘ruota’ < lat. ROTAM, müsica < lat. MUSICAM, fögh
'fuoco' < lat. FOCUM, pü 'più' < lat. PLUS;
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apocope della consonante finale degli infiniti e dei
participi dei verbi: laurà 'lavorare', purtà
'portato', bevü 'bevuto'
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assibilazione dei nessi di dentale sorda + semivocale
palatale -TJ-...: rasón 'ragione' < lat. RATIONEM;
tentasión < lat. TENTATIONEM; stänsa < lat.
STANTIA;
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...ma, come in Toscano, trasformazione in affricata palatale
del nesso -DJ- e della semivocale palatale J-: viagg
'viaggio' < provenzale viadge < lat. VIATICUM,
giügà 'giocare' < lat. IOCULARE;
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assibilazione delle occlusive palatali sorda e sonora -c- e
-g-: sirésa 'ciliegia';
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perdita dell'elemento velare nella labiovelare iniziale
seguita da -i: chì 'qui';
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terminazione in -i della 1ª persona singolaredel presente
indicativo: mi disi 'io dico', stachi 'stacco',
etc.
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una curiosità: parole apparentemente stranissime ma di cui è
ricostruita l'etimologia latina nonostante la loro notevole
evoluzione, es. stramüdà 'traslocare' < lat.
EXTRAMUTARE, letteralmente 'cambiar luogo andando fuori'; sidél
'secchio' < lat. SITULAM; 'nde < lat. UNDE (contro il
Toscano dove < lat. DE UBI), etc.
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